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giovedì 29 settembre 2011

Lettera “segreta” ma catastrofe manifesta

Sta tenendo banco in queste ore, dopo che il testo ha trovato pubblicazione sui giornali, la lettera "segreta" a firma Mario Draghi e Jean-Claude Trichet che la BCE ha inviato al governo italiano il 5 agosto scorso per impartire ai camerieri di turno gli ordini relativi ad un menù a base d’Italia e d’italiani, deputati a trasformarsi in leccornie prelibate al desco della grande finanza, prima di defungere nel cassonetto della spazzatura sotto forma di rifiuti organici.
Le parole contenute nella missiva che intima alla classe politica  la direzione da intraprendere, sono senza dubbio assai interessanti, così come sono interessanti l’indignazione e lo stupore manifestati nel leggerle, da parte di tanti benpensanti (soprattutto a sinistra) che da sempre difendono strenuamente l'euro , la UE, la BCE e tutta l’accozzaglia politico/mafiosa che da Bruxelles sta tirando le fila dello stato unico monoculturale (ma all’insegna del multi) e globalizzato. 
Una sorta d'inferno in superficie, dove i cittadini verranno trasformati in tante scimmiette ammaestrate, che scimmiottano il modello americano e lavorano ad interim con paghe da fame, mangiano ad interim cibo spazzatura, vivono ad interim dentro a qualche tugurio fatiscente, ma votano regolarmente (non ad interim) uno dei due candidati del monopartito unico, con il convincimento di essere scimmiette con un’esistenza ad interim, ma in possesso di solidi valori di destra o di sinistra che li rendono scimmiette migliori…..

Al G20 spuntano 3000 miliardi di euro intanto per "salvare" la Grecia arriva il Piano Eureka

Direi che queste letture purtroppo riassumono bene la situazione di totale empasse per non ammettere l'evidenza che la cosiddetta via "TINA" (There is no alternative cara alla Lady di Ferro) è esaurita, quale piano B attueranno lor signori? Forse la moneta universale anche pubblicizzata ai Tg?
Intanto, Informazione Scorretta ci informa che:

Al G20 una delle grandi decisioni è stata quella di espandere il fondo europeo salva-stati da 400 miliardi a 3000 miliardi di euro. 

Bla bla bla. La storia è un po' sempre la stessa... tanti miliardi promessi per salvare l'eurozona accoppata dalle divergenze interne e dallo spostamento dell'insolvenza dalle banche agli stati. Poi bisogna vedere all'atto pratico effettivamente chi e come pagherà.  

Scopri il resto qui

Da Il Sussidiario mi ha particolarmente "infastidito" l'imposizione degli Usa per bocca di Geithner, che a quanto pare ha anche inguaiato la Germania restìa a perdere la propria sovranità, quantomeno senza consultazione popolare.

Intanto, sul tavolo della Merkel il piano segreto per salvare la Grecia:


Fabrizio Goria
Si chiama Progetto Eureca ed è il piano per il salvataggio di Atene della Roland Berger, la società tedesca specializzata in ristrutturazioni aziendali. L’idea è quella di creare un trust in Lussemburgo nel quale alienare tutti i possibili asset ellenici per privatizzarli e fornire liquidità alla Grecia, togliendo l’onere alla Bce. E il quotidiano francese La Tribune rivela che una settimana fa il numero uno della società, Martin Wittig, lo ha presentato al cancelliere tedesco Angela Merkel. Eureca potrebbe portare almeno 125 miliardi di euro nelle casse del Tesoro greco. 
Continua su L'Inkiesta


Mentre dell'ottima protesta di Main Street contro Wall Street ai paesi della democrazia da esportazione piace reagire con arresti, lacrimogeni e manganellate:


"Occupate Wall Street"... e anche gli altri posti.

Non una riga sulla stampa italiana, riguardo a quel che sta succedendo in USA. Forse perché laggiù non si usano le manifestazioni oceaniche che vanno qui da noi, dove se non c'è almeno un milione di persone non conta. O forse perché è sempre sconsigliabile raccontare di proteste e rivolte, non si sa mai. "Occupy Wall Street" è la parola d'ordine. Sta andando avanti da giorni, precisamente dal 17 Settembre, e l'obiettivo è continuare ad oltranza piazzando tende e rifiutando di muoversi.
Continua su Crisis
Ed infine una perla dal blog di Marista di cui condivido le considerazioni a riguardo:
BBC intervista choc al broker : Goldman Sachs governa il mondo, preparatevi

mercoledì 28 settembre 2011

Video che riassume i crimini Nato in Libia

Si uniranno agli avvocati francesi i pacifinti italiani?

Barbara

Guerra in Libia: Sarkozy accusato di CRIMINI CONTRO L'UMANITÁ. (ITA/ENG) 

 Avvocati francesi fanno causa legale Sarkozy per Crimini contro l'umanita'.
Ecco la mappa del controllo dei territori libici qui a lato

 al link descrizione e prova che il legittimo Governo della Jamahiria controlla l'80-90% del territorio libico.

 

lunedì 26 settembre 2011

La guerra in Libia non esiste per la marcia Perugia Assisi che parla di lavoro

Aggiunta: Si sono tanto "affranti" per le sorti dei migranti lasciati morire dalla Nato stessa, ecco già questo denota o la mala fede o la malafede, non concedo il beneficio dell'ingenuità a chi ritiene che la Nato sia paladina dei diritti umani e contemporaneamente si "stupisce" che lascia i migranti morire in mare.
Non paghi, questi pacifinti, continuano a sostenere la causa "umanitaria" dove Nato richiede, continua a non vedere UN ACCIDENTE DEI CRIMINI COMMESSI dalla Nato e dai suoi galoppini del Cnt.
Segnalo uno dei tanti reportage di giornalisti seri (come Thierry Meyssan, come documenta Russia Today per citare due esempi) , non venduti che riportano con precisione di tali crimini, COME MAI STI PACIFINTI NON LI VEDONO E SE LI VEDONO, PERCHE' LI CENSURANO E NON LI CONDANNANO??????


Caccia alle streghe nella Libia "libera" di Lizzie Phelan
Probabilmente gli "oratori" della marcia convergendo con la versione di Obama secondo la quale non estirebbe la guerra in Libia, hanno preferito ripiegare su temi certo importanti quali moralità in politica e lavoro. E' una marcia dell'ipocrisia, la più bieca e opportunistica perché si tratta di assistere silenziosamente complici dell'ennesimo massacro, ma non paghi, si vuole anche apparire pacifisti. Come non notare che tra gli "sponsor" politici della manifestazione stessa vi siano istituzioni e personaggi che "si impegnano contro il degrado", si impegnano a non stare a guardare e dato l'asservimento totale alla cementificazione, al neoliberismo è vero, si impegnano a darci dentro tutti insieme. Il sindaco di Perugia dichiara che l'Italia migliore è in piazza per la marcia, ma, a proposito di "degrado" difende Bersani dallo scandalo Penati adducendo ad brutto tentativo di "gettare fango" boicottando l'alternativa che il Pd sta costruendo. Peccato che il suo alternativo partito non consideri l'ipotesi di abbandonare uno che uno scenario di guerra ma rinnovi fedeltà all'imperialismo atlantico con il sangue, d'altri s'intende. 

Quella "Italia migliore", che gradisce i bombardamenti "umanitari", non si interroga su come mai si levino sempre tante voci in coro indignate per lo smantellamento dei diritti dei lavoratori  ma da questo coro non si levi mai una parola di rimprovero per i sindacati che firmano la "svendita" di tali diritti da ormai venti anni, come mai non si riproveri gli ambienti sindacali (non sarebbero loro i tutori dei deboli?) di aver fatto fallire il referendum per l'estensione dell'art 18 (ricordate Cofferati? Andate al mare) anche agli operai di aziende sotto i 15 dipendenti che a quanto pare si ritengano figli di un Dio minore, come mai non abbiano pensato di  raccolgliere firme per indire un referendum per l'abrogazione della Biagi (di tempo ne hanno avuto eh, ben 8 anni)  invece di limitarsi a banfare di precariato  in occasione di qualche sceneggiata in piazza, o più semplicemente, visto che lor signori amano la globalizzazione sostenendo che si "estendono i diritti agli altri popoli" (peccato non siano in grado di proporre esempi di quando ciò sarebbe avvenuto almeno una volta), come mai non hanno pensato a richiedere un reddito minimo di cittadinanza, già in essere in tutti ma proprio tutti i paesi europei? Sono sviste parecchio grossolane ed evidenti per non presumere siano in "combutta" con lo status quo per non stravolgerlo, perciò ecco che sulla guerra adottano la stessa politica doppiogiochista.

Penso che Marinella Correggia ben espliciti l'ipocrita marcia per salvarsi la faccia (nella lettera riporta solo alcune delle evidente macroscopiche che in Libia è in corso un'aggressione non una tutela di civili, ma nonostante sia caduta la maschera, costoro  "parlano d'altro"), sotto riporto le parole di Ferrero e le consideraziondi di Gaspare Sciortino  dal sito Aurora che spiega molto bene quanto l'imperialismo sia caro ai cosiddetti "alternativi radicali".

Barbara

LETTERA APERTA AGLI ORGANIZZATORI DELLA MARCIA PERUGIA-ASSISI ED A TUTTI I PACIFISTI ITALIANI
DI MARINELLA CORREGGIA

Roma, 21.09.2011

Alla Tavola della Pace

Via della Viola, 1

06122 Perugia Fax: 075/5739337 email: info@perlapace.it

e p.c.

alle associazioni, ai “movimenti”, agli organi istituzionali ed ai media invitati alla Conferenza di presentazione della “Marcia per la pace” Perugia-Assisi, 2011.


Nel manifesto di convocazione della "Marcia per la Pace" sono contenuti generici appelli contro "le guerre", "la violenza", "il commercio delle armi" ed a "mettere fine alla guerra in Libia, in Afghanistan".

Ma allora vi chiediamo: da sei mesi è in corso in Libia, a soli 500 km dall'Italia, una sanguinosa guerra che ha comportato 9.000 azioni di bombardamento, che ha causato immani distruzioni e privazioni per la popolazione, migliaia, o forse decine di migliaia, di vittime civili innocenti, centinaia di migliaia di profughi.

DOVE ERAVATE IN QUESTI 6 MESI? Eravate voltati dall'altra parte?

sabato 24 settembre 2011

Libia: il terrore corre sul filo

Questa telefonata intercettata [18.09.2011] tra un leader ribelle di Misurata e il portavoce militare del CNT, il colonnello Ahmed Bani è una disputa che mostra le numerose bugie e l’ipocrisia dei ribelli. Essa conferma diversi fatti:

- Si parla della presenza delle truppe americane e francesi all’interno di Tripoli e Misurata, e ammettono chiaramente che le truppe straniere erano impegnate nell’attacco e nell’occupazione di Tripoli, e sono ancora lì.

- Un conflitto principale tra la Brigata di Misurata e il CNT a
Bengasi, su come la Brigata di Misurata sia percepita da Bengasi, la riduzione al minimo del suo ruolo nei combattimenti. Il comandante di Misurata sembra davvero stanco di sentire il portavoce militare gongolante in televisione e nelle news, parlando di un cosiddetto nuovo esercito nazionale, mentre, senza l’aiuto di Bengasi, vengono schiacciati dalle truppe di Gheddafi. Dice “Il tuo cosiddetto Esercito Nazionale è stato completamente schiacciato a Dafniya dalle truppe di Gheddafi, e hanno preso tutte le armi e i veicoli blindati. Non esiste più un esercito nazionale. Dove si trova il tuo esercito nazionale a Sirte? Stai parlando di quelli fuori in attesa di sfilare per la TV e le fotografie? Un comandante come te dovrebbe venire sul campo di battaglia, non andare a sfilare in TV! Smettete di agire come gli americani e i francesi, come Sarkozy che fa la sfilata mentre la guerra è ancora in corso nel paese. Vieni sul campo di battaglia!
- Ahmed Bani, portavoce del CNT, gli risponde sul funzionamento dell’operazione psicologica e sulle sue intenzioni per l’uso del termine “nuovo esercito nazionale”, dice che il mondo intero sta temendo una situazione di guerriglia in Libia, teme Al Qaeda e lotte fratricide tra le diverse fazioni. La comunità internazionale non deve vedere i ribelli libici come un gruppo di diverse fazioni, milizie e brigate, per cui usa il termine “Esercito libico”, per far finta che la Libia è ok, che la situazione è sotto controllo, e che ci sono solo piccole sacche di combattenti pro-Gheddafi da sconfiggere.
Così cercano di convincere gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia che un esercito libico è in costruzione, blablabla …


- Il comandante di Misurata lo ferma, dicendogli che gli Stati Uniti e Francia sono molto ben informati sulla situazione sul terreno, dal momento che sono con loro sul campo. Essi erano a Tripoli durante l’assalto, e sono ancora lì. Dice che solo nella sua brigata, vi è un gruppo di intelligence straniero di 12 americani delle Operazioni Speciali e 6 francesi (spie?), che stanno dando tutte le informazioni, tramite internet e stampa (?). Quindi la situazione è piuttosto chiara per loro, non c’è bisogno di fingere che ci sia un nuovo esercito libico.
- Una disputa sulle armi e le “truppe” o i “mercenari” dal Qatar. “Dove sono le armi dal Qatar, dove sono le truppe quando ne abbiamo bisogno?“, Dice il ribelle di Misurata. Carenza di truppe di supporto e di armi da Bengasi, mentre hanno dato loro 150 milioni (?) per essa; Il comandante di Misurata dice che non hanno ottenuto le armi che erano state promesse mentre loro sanno che sono a Bengasi. Lui giura che ciascuno di questi a Bengasi che hanno tradito la brigata di Misurata pagherà un duro prezzo e che la ‘rivoluzione’ riuscirà, con o senza di loro. Lui dice che anche se il colonnello Bani finge di non aver tradito, deve sistemare la situazione e dare ciò che loro hanno promesso alla brigata di Misurata, mentre lui è al comando.


- Il comandante di Misurata dice che Bengasi deve loro dei soldi e rispetto per i ‘martiri’ di Misurata, i feriti e le amputazioni, per tutto quello che hanno fatto, compreso distruggere l’esercito di Gheddafi a Misurata e nelle aree vicine.
Pensa alle armate che abbiamo distrutto (?) o uomo, che abbiamo distrutto 16 battaglioni a Misurata, ci sono fosse comuni di militari di Gheddafi, ma non siamo tenuti a parlarne. Chi li ha distrutti? E si sta parlando di un esercito nazionale?! Dove si trova il vostro esercito nazionale di Bengasi? Stiamo ricevendo perdite importanti in questo momento. Le ambulanze e gli aerei sono pieni di nostri feriti; gli ospedali sono pieni di ribelli a Misurata! Dov’è l’aiuto proveniente dal Qatar? Dove sono le armi provenienti dal Qatar? Voi ragazzi ci state escludendo dalla Libia come se fossimo Bangladesh. State facendo peggio di Gheddafi, dimenticandovi di noi e mettendoci da parte.
Fonti: https://twitter.com/#!/MuammarLGaddafi/status/115408340133220352
http://justpaste.it/luzbek

Video Breaking News Sept 22, 2011 confermano perdite dei golpisti Nato e spiegano la telefonata sopra linkata in arabo
Gil Guy Sparks

Pallante: debito creato solo per drogare la crescita suicida

Meno e meglio: è l’unica soluzione, per uscire dalla spirale del debito. Che non è un incidente di percorso, tutt’altro: il debito è stato incoraggiato a tavolino per indurre i consumatori a comprare merci che non si sarebbero potuti permettere. Obiettivo: smaltire la marea di nuove merci prodotte a ritmo vorticoso da tecnologie industriali sempre più avanzate e diffuse in tutto il mondo grazie alla globalizzazione. Il debito serviva a questo: ad assorbire l’enorme valanga planetaria di merci, evitando una “crisi di sovrapproduzione”. Il peccato originale ha un nome sulla bocca di tutti: crescita. Non è la soluzione, è il problema: la crescita è cieca, perché si basa solo sulla quantità, trascurando di selezionare beni e servizi realmente utili. La crescita vive di sprechi e genera Pil inutile, gonfiato dalla droga pericolosa del debito.

Ne è convinto Maurizio Pallante, teorico italiano della decrescita: «Il debito pubblico non è un problema di cui è stata sottovalutata la gravità», sostiene in un intervento presto disponibile sul blog di Mdf, il Movimento per la Decrescita Felice. Il debito, spiega Pallante, è addirittura «il pilastro su cui si fonda la crescita nell’attuale fase storica», perché il ricorso al credito «è indispensabile per continuare a far crescere la produzione di merci». Si tratta di una scelta «consapevolmente perseguita con una totale unità d’intenti dai governi di destra e di sinistra in tutti i paesi industrializzati: non a caso – continua Pallante – la crescita dei debiti pubblici ha avuto una forte accelerazione in seguito alle misure di politica economica adottate dai governi dopo la crisi del 2008 per rilanciare la domanda attraverso le opere pubbliche e il sostegno ai consumi privati».

Diversamente, osserva Pallante, non si capirebbe come mai negli ultimi anni tutti i paesi industrializzati hanno accumulato debiti pubblici sempre più consistenti, fino a raggiungere i valori record del 2010: dall’80% del Pil nel caso del Regno Unito, fino al 225% del Giappone. Se negli Usa il debito pubblico sfiora il tetto del prodotto interno lordo, Francia e Germania superano di poco l’80% mentre

Big Pharma unico interesse i profitti

Come tutti i mercoledì da un po’ di anni a questa parte, anche oggi ho tenuto la mia rubrichetta su Radio Circuito 29.

L’argomento era qualcosa che avevo già trattato nel mio libro Il Girone delle Polveri Sottili senza che questo sollevasse scandalo o anche solo una qualche reazione, cioè come i farmaci vengono o possono venire immessi in commercio.

La Medicina non è una scienza perché non ne ha tutte le caratteristiche ed è solo la sperimentazione su numeri sufficientemente alti, cioè un metodo statistico, che può fornire una certa sicurezza - lontanissima dall’essere totale, però - sia sull’efficacia sia sulla tollerabilità di una data molecola.

Ahimè, tutto questo ha costi elevati e richiede tempi lunghi, non fosse altro perché la biologia non può essere accelerata.

Non è difficile rendersi conto che spese e tempi contrastano con gl’interessi delle case farmaceutiche, aziende con fatturati che a volte possono competere con i bilanci di piccoli stati. E allora? E allora, ancora una volta, ecco che siamo uomini di mondo e prendiamo le scorciatoie del caso, qualche volta addirittura con la benedizione degli enti di controllo.

L’episodio di oggi era relativo ad uno psicofarmaco con cui negli Stati Uniti

mercoledì 21 settembre 2011

E ora anche i Lloyd’s abbandonano le banche europee

No, non è degli stati che l'assicurazione Lloyd's non si fida e nemmeno dei popoli che vengono accusati da FMI, Bce e loro sacerdoti di aver vissuto da "nababbi" per sentirsi autorizzati a rapinarli, ma delle banche e manco italiane...e allora perché questo accanimento sui Piigs?
Devono incassare in anticipo tali banche?
Tanto sono i popoli che pagano, ormai al costo della vita stessa per sottrarsi agli sciacalli, ma ciò che è ancora più tragico, se possibile è che ci siano soggetti (evidentemente retribuiti profumatamente) per sostenere che dell'euro proprio non possiamo privarci.Siete degli assassini complici.


Barbara
 
E ora anche i Lloyd’s abbandonano le banche europee


Dopo Siemens, la più grande istituzione finanziaria britannica, attiva dal 1688, chiude le porte a diverse banche europee. Luke Savage, direttore finanziario del gruppo, avverte: «Se ci sono timori che un Paese possa fallire, è logico essere preoccupati del fatto che anche le banche del Paese possano finire in bancarotta». I sospetti sono sulle banche belghe, francesi e tedesche. Nel frattempo, circola insistentemente voce che il fondo sovrano del Qatar possa entrare nel capitale di BNP Paribas in crisi.

La crisi delle banche europee peggiora di giorno in giorno. «Se ci sono timori che un Paese possa fallire, è logico essere preoccupati del fatto che anche le banche del Paese possano finire in bancarotta». Così Luke Savage, direttore finanziario dei Lloyd’s di Londra, ha commentato la scelta di ritirare i propri depositi da diverse banche europee. Un terzo dei 2,5 miliardi di sterline (3,9 miliardi di euro) di asset del gruppo è detenuto in liquidità e i vertici della più grande istituzione londinese, attiva dal 1688, hanno deciso di mantenere una politica conservativa. Del resto, come ha ricorda il Global financial stability report del Fondo monetario internazionale, la situazione è in costante deterioramento: «Si stima che le pressioni sul credito sovrano della zona euro legati agli spread abbiano avuto un impatto diretto di circa 300 miliardi di euro sulle banche dell’Ue dall’inizio della crisi del debito nel 2010».

«Ci sono diverse banche cui il mercato, a causa dell’ampliamento della crisi, ha deciso di non dare più fiducia». Savage non ha usato mezzi termini per certificare

Armi silenziose per guerre tranquille

Guardare una città dall'alto è come vedere un grande formicaio, migliaia di persone viaggiano freneticamente senza mai fermarsi a chiedersi perché corrono. Le scadenze, il lavoro e il tempo le tiene prigioniere mentre tutto intorno a loro sembra essere fermo e statico: ognuno di noi vive un mondo, quello ufficiale in cui vige la morale religiosa, la legge dei "buoni" e l'economia del business. In realtà noi siamo intrappolati in un altro mondo, quello ufficioso, in cui la democrazia non esiste più perché il potere lo hanno attribuito alle istituzioni sovranazionali, la libertà è un'illusione perché il controllo dei nostri istinti e dei nostri pensieri è già in atto, e la legge è quella del Governo Mondiale che mediante le sue sfere di controllo gestisce il sistema.

La Cibernetica è la nuova scienza sociale, è lo schema per controllare i sistemi complessi come quello nostro, in cui il biologico e l'economico si fondono. Un sistema cibernetico equilibrato crea una struttura a celle, in cui gli elementi interagiscono in modo da aumentare il valore della produzione, e ha la grande proprietà dell'autoregolamentazione. In altre parole, è fatto in modo che dopo ogni azione si attivi subito una contro-reazione, un evento che si dirige verso uno scenario crea automaticamente le condizioni per un evento con tendenza inversa che annulla il primo. È un ecosistema vero e proprio, un essere che vive, perché è in grado di far fronte da solo alle situazioni che mettono in discussione la sua esistenza . Sistemi del genere hanno una grande stabilità nel tempo,

martedì 20 settembre 2011

21 settembre Manifestazione a Montecitorio con Gaetano Ferrieri

Appoggio molto volentieri questa iniziativa anche se non potrò essere presente. Due motivi fondamentali che non trovo facilmente in molte proteste ma che per me son basilari per poter sostenere la protesta:

- è  apartitica e trasversale, infatti è una richiesta di "liberazione" da tutta questa classe politica  a prescindere dai partiti di appartenenza, ben resisi colpevoli tutti di questo sfacelo come in effetti è.

Inoltre di questa iniziativa non se ne parla, i media la ignorano completamente ed i partiti "storici" non trovano alcun modo per "sfruttarla" altrimenti l'avrebbero promossa e sostenuta, se si pensa a quanta enfasi certi giornali mettano per "gli indignatos" magari stranieri e per quelli italiani se non sono capeggiati da "fidati" personaggi non si considerano nemmeno (eppure gli indignados spagnoli chiedevano allo stesso modo di affrancarsi da tutta la classe politica, ma si vede che in Italia non si può chiedere)

Da fastidio, questo mi pare evidente e se da fastidio significa che colpisce nel segno.

- è ricca di argomentazioni che trovano fondamento nella Costituzione che nessuno dei tanti "caporioni" pensa a far rispettare, soprattutto coloro che se ne reputano "paladini unici"

Barbara

Manifestazione del 21 Settembre

Tav: il Pd sempre con gli affari ed affaristi

A seguito:
Che tempo che Fa si tocca la Tav ed il Pd scatena il finimondo di Debora Billi
Barbara

No-PD – Contestazione NoTAV a Bersani, ospite alla Festa dell’Unità di Bologna

 Sì, lo confesso: avevamo nella borse bandiere e fazzoletti No-Tav.
Ebbene sì: volevamo sollevare le bandiere durante il discorso di Bersani alla Festa dell’Unità, magari anche fargli qualche domanda sull’appoggio del PD al Tav, apoteosi di incoerenza da parte di un partito da cui pure ci si aspetta di tutto.

Tempo di riunirci davanti alla sala dibattiti e, pur non avendo addosso alcun segno di “riconoscimento” e pur non avendo facce poco raccomandabili, veniamo avvicinati da un paio di agenti della Digos. Ci chiedono i documenti. Qualcuno di noi pensa che abbiamo dato nell’occhio in quanto fermi in gruppo, anziché deambulanti tra gli stand. Personalmente penso che siamo intercettati: forse anche perché non mi rassegno all’idea che uno sparuto gruppo di persone sorridenti e pacifiche possa suscitare sospetti per il solo fatto di essere lì in crocchio e di lanciare qualche occhiata a una sala dibattiti.

Ci riconsegnano i documenti e dopo un po’ ci raggiungono altri due compagni. Ci incamminiamo verso l’interno della sala, ma i primi due vengono fermati: chiesti i documenti anche a loro, in più vengono perquisite le loro borse, dalle quali escono fuori due cartelli No-Tav. E’ la goccia che fa traboccare il vaso: “Seguiteci nel posto di polizia, procediamo all’identificazione”. Il tono è anche leggermente brusco, del resto se si arriva a tollerare dei cartelli, dove mai andremo a finire? Chiediamo di poter venire anche noi; ci dicono: “Stateci lontani”, e si avviano. Ci verrà poi concesso di aspettare i nostri compagni all’esterno del posto di polizia, ovviamente a una certa distanza.

Dopo un po’, gli “identificati” escono, seguiti da un agente della Digos, che ci comunica che la nostra presenza non è gradita al PD: c’è anche da esserne fieri, per carità, ma ci chiediamo che senso abbia tutto questo. Proviamo a discuterne con l’agente, che viene presto raggiunto da un canuto signore, che intuiamo essere uno degli organizzatori della Festa dell’Unità. L’uomo è indignato, ci dice che siamo a casa sua, che va benissimo il dissenso ma ci sono momenti e momenti

Come il Partito Democratico sacrifica le vite umane per mantenere il clientelismo degli inceneritori

Dalle ceneri non risorge la vita, risorgono però lucrosi affari per la partitocrazia bipartisan (anche il Pdl è complice della pratica dei piromani).
La partitocrazia UCCIDE e non è uno sloagan.
Barbara
Inceneritore Fenice e le carte proibite
Foggia – CI SONO voluti nove anni, svariati morti e ancor più malati, manifestazioni di piazza, la creazione di Comitati di cittadini, diverse interrogazioni parlamentari, l’interessamento della stampa di mezzo meridione, un fascicolo (scomparso) presso la Procura della Repubblica di Melfi (ora insabbiato a Potenza). Ci sono voluti nove anni, dunque, perchè un ufficio pubblico svelasse, un lustro di magagne dell’inceneritore La Fenice. L’Arpab ha infatti reso pubblici, attraverso il suo sito ufficiale, i dati dei rilevamenti dei pozzi piezometrici a valle dell’inceneritore sito nella zona industriale della città lucana. Ed è un avverbio, il finalmente, che lascia presto il posto alla preoccupazione.

BOLOGNETTI: “ANGOSCIA E INDIGNAZIONE” - Le cifre riportate nelle dieci pagine contenenti le 29 tabelle con i rilevamenti sulle acque sono una funesta conferma delle teorie avanzate, con fragore inascoltato dall’esponente dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti (e giornalista per conto della Radio del Partito di Marco Pannella ed Emma Bonino) e
dal Comitato per la Salute sorto a Lavello proprio per opporsi all’attività dell’impianto della multinazionale Edf. “Lo sapevo, l’ho detto, l’ho ripetuto come un mantra. Eppure, nel leggere che i signori della monnezza della Edf hanno inquinato le matrici ambientali del vulture-melfese, la falda acquifera fin dal 2002, monta l’angoscia e l’indignazione”, piange di dolore Bolognetti. E’, il giornalista, uno di quelli più bersagliati della vicenda, messo in mezzo da amministrazioni e funzionari Arpab come sobillatore e provocatore.

DAL 2002 - E la realtà è proprio come lamentata da Bolognetti. L’inceneritore melfitano, la cui attività ha serie ripercussioni anche sul tratto pugliese del fiume Ofanto (la cui acqua viene utilizzata per irrigare i campi. A questo punto si apspetta una presa di posizione ufficiale anche dell’Autorità di bacino, tirata in ballo, un paio di mesi fa, dal Comitato foggiano d’opposzione all’impianto della multinazionale francesce), ha inquinato a tutto spiano sin dal 2002. Con la complicità di Arpa e Regione Basilicata e nel silenzio quasi totale delle amminstrazioni di Lavello e Melfi. Le cifre, d’altronde, non lasciano adito ad interpretazioni. A partire dal gennaio del 2002 e sino al luglio del 2007, i valori registrano un inquinamento perpetuo ed inquietante, con picchi mai raggiunti neppure nel periodo attuale. Le popolazioni del Vulture, in particolare, hanno dovuto fare i conti con le scomode convivenze di Cromo, Mercurio, Piombo, Cadmio e Nichel. Tutti elementi chimici estremamente pericolosi per la salute dell’individuo, molti dei quali, come il Nichel ed il cadmio, con grande incidenza su donne incinte e neonati e con altissimi tassi cancerogeni ed infiammatori.

L’INTERPRETAZIONE - Sostanze proibite, velenose e pericolose che attestano uno smaltimento “non ortosso”, sempre al di sopra dei parametri fissati già prima del (per nulla restrittivo) Decreto Legislativo 152 del 2006. Roba scottante, per un impianto che, da oltre 10 anni, è sotto l’occhio della popolazione e di un paio di associazioni ambientaliste e che opera con permessi ballerini, mai definitivi e concessi più sulla garanzia che nell’effettività dei riultati. E che, malgrado tutto, nel tempo ha ricevuto incomprensibili attestati di stima dagli stessi organi di controllo che, a stagioni alterne, l’hanno derubricato alla voce “risorsa” o a quello “opportunità”. Partendo dal circuito di posti di lavoro che, attorno all’inceneritore (ricordiamo, gestito, da inizio 2011, da una srl, che ha ereditato il testimone da una – identica – spa) ruota. “Qui parliamo di stato di diritto e legalità, di Costituzione (violata) e del diritto alla conoscenza negato”, ha commentato a caldo Bolognetti.
E allora eccole le famose carte nascoste. Cinque anni in cui i parametri vengono doppiati, triplicati, decuplicati, elevati a potenze superiori alla enne. Non c’è stato, lo dicono le carte, un solo mese in cui Fenice abbia limitato i danni.

giovedì 8 settembre 2011

Reporter senza frontiere ma con un padrone?

Nella saga dei Supporter della disinformazione criminale globale oggi possiamo anche aggiungere Reporter senza frontiere che si diverte a mettere alla berlina niente meno che Cuba.
E' strano notare come tante Ong "rimproverino" spesso nazioni che sono invise al Pentagono, come Cuba, Cina, Venezuela, Iran, Libano, Siria, Libia, Sudan ed altri, accusandole di non essere abbasta "democratiche" e di violare i diritti umani.
Strano notare come non esistano Ong che facciano altrettanto con gli Stati Uniti, una nazione che annovera all'interno della sua popolazione una quantità industriale di homeless senza diritto alcuno, tantomeno alla salute.Nel precedente post una lettera ad Amnesty International evidenzia la fraudolenza manifestata nel mistificare la realtà libica al fine di legittimarne la distruzione.


Fortunatamente il sito  Cuba Informa ci svela chi si cela dietro Reporter senza frontiere, tanto impegnato a rilevare le "inadempienze democratiche" sull'isola da non riuscire a notare come, a differenza di quanto accade negli Usa, nessuno a Cuba muoia perché non è abbastanza ricco da potersi permettere le cure del caso. 


Peccato che Reporter senza frontiere non abbia molto da rimproverare al "democratico" governo degli stati uniti (minuscole volute) che per la trentesima volta ha creduto bene d'inserire Cuba nella lista dei terroristi, sempre il sito Cuba Informa divulga come il terrorismo contro Cuba sia sponsorizzato e protetto dai gendarmi del mondo.

A proposito di Ong, il sito L'infiltrato porta alla luce dei retroscena inquetanti scaturiti dal rapimento di 3 mercenari italiani in Libia, storia di una Ong famosa, appalti per la "security" e ..guerra.

Quando si dovevano colonizzare i popoli "sottosviluppati" dell'America Latina all'epoca della scoperta di Colombo, così come accaduto dopo con i popoli africani, la religione si prestava al fine di "esportare" lo stile di vita occidentale, "insegnare" a questi "trogloditi" cosa fosse corretto pensare, quale modello di società fosse quello giusto, come ci si dovesse vestire e cosa si dovesse mangiare.Questo colonialismo della cultura fu propugnato attraverso le numerose missioni religiose (di diverse confessioni).
Oggi ci sono le Ong, deputate ad assolvere al meglio a questo compito sotto la copertura di  sloagan posticci inneggianti ai diritti umani e alla democrazia. Affinchè sia ben chiaro che l'unico culto che tutti siamo chiamati a venerare è quello dell'Occidente.

Anche Comidad rincara la dose citando Amnesty Int, articolo accurato ed estremamente interessanto da proporre a coloro che chiedono soccorso per diritti umanitari violati :
DOPO I BOMBARDAMENTI UMANITARI ANCHE LE PRIVATIZZAZIONI UMANITARIE

martedì 6 settembre 2011

Sugli scioperi. A che son serviti e a che servono?

Da parte mia mi chiedo cosa abbiano mai ottenuto le sfilate concordate come bravi "contestatori" educatamente promosse dai vari sindacati nel corso degli anni.
Se devo guardare alle richieste avanzate nelle varie piattaforme degli ultimi 20 anni di scioperi, mi chiedo, cosa è stato ottenuto a beneficio dei lavoratori, quali delle richieste avanzate son state soddisfatte?
Quando si chiede alla gente di perdere il proprio tempo e soldi, sarebbe opportuno far si che ne valesse la pena, mentre al contrario purtroppo molte persone in buona fede sono indotte a pensare che ancora lo sciopero così come impostato serva, mentre non serve assolutamente a nulla che prescinda dal contribuire alla costruzione della fulgida carriera di molti sindacalisti d'accatto.
Bene, ma non ho capito a cosa visti i risultati.
Ma cosa ci si può aspettare da chi ha trasformato i diritti in merce negoziabile?
Chi ha firmato tale svendita a cominciare dalla Legge Biagi, ed oggi intende ricoprire il ruolo di "ribelle" quando firma patti per la crescita con Confindustria e si stupisce come la Camusso per l'introduzione dell'art 8.Cosa aspettava che la Marcegaglia consigliasse di raddoppiare gli stipendi? Davvero devo pensare che la Camusso adesso, così come i suoi predecessori non  immagini lontanamente le conseguenze derivanti dall'avere appostofirme, sulla Biagi, sulla Riforma delle pensioni del 2007 e tutte le altre porcherie?
Davvero pensavano di tutelare i deboli firmando per la loro condanna a vita per la povertà?
Già, perché a fronte di quelle firme non hanno pensato a chiedere il Reddito Minimo Garantito, presente in tutti i paesi europei e perfino nella brutta e cattiva Repubblica Islamica dell'Iran?

Ragazzi, se non ci si accorge in quali mani rimettiamo le nostre vite (perché i diritti sul lavoro influiscono sulla nostra sopravvivenza o meno) per favore finiamola di illudere la gente "scettica".
Ricordate i Cpe? In Francia, dopo giorni di blocco totale il Ministro Villepin dovette ritirare il provvedimento sul Contratto di primo impiego che prevedeva il licenziamento senza giusta causa per i lavoratori sotto i 26 anni ed un periodo di prova di due anni.
Da noi, con la benedetta legge Biagi siamo in prova e licenziabili a vita.Questo hanno firmato i sindacati travestiti da "novelli Robespierre".
Landini si lamenta che "E' in gioco la democrazia", già, la democrazia della Cgil l'hanno potuta apprezzare oggi i no tav a Torino.

Consglio i segg articoli sui quali riflettere e far riflettere le tante persone in buona fede:



Lo sciopero dopo la sconfitta di Pietro Ancona

Il sindacato soggetto terzo di Pietro Ancona

Gli organi e gli intenti del Nuovo Ordine Mondiale

In questo ottimo articolo è spiegato molto bene attraverso quali organi agisce il Nuovo Ordine Mondiale già in essere da tempo.Molto utile per informare chi ne è completamente all'oscuro.E' una buona base di partenza per ulteriori approfondimenti.

Barbara
Comité Independencia y Soberanía para América Latina (CISPAL)

L'umanità è sottomessa a un Governo Mondiale Invisibile, composto da banchieri, petrolieri, finanzieri, proprietari d’immense fortune e proprietari della Banca privata della Federal Reserve USA. E' il governo onnipotente che impone e ordina agli stati nazionali. Lo statista inglese Benjamin Disraeli, che sapeva di cosa parlava, ha detto: "Il mondo è governato da personaggi molto diversi da quelli che immaginano coloro che non si trovano dietro le scene".
Nel 1913 il Senato degli Stati Uniti approvò un progetto con il quale la celebre e potente famiglia Rothschild fu autorizzata a unire le sue ricchezze e obiettivi economico-finanziari alla famiglia Morgan, proprietaria della banca e immensamente influente e ai famosi Rockefeller che possiedono incalcolabili fortune. Fino ad allora, era proibito che capitali esteri fossero coinvolti in banche statunitensi, come nel caso dei Rothschild, proprietari di capitale tedesco.

Il 23 dicembre 1913, la Banca privata della Federal Reserve acquistata da queste tre famiglie, si è impossessata degli Stati Uniti. Per volontà di costoro si dichiareranno guerre, attentati terroristici con conseguenze disastrose come quelle delle Torri Gemelle, secondo alcune ipotesi, gli attentati di Londra e Madrid, o gli omicidi di presidenti come dell'ecuadoriano Jaime Roldos Aguilera, del panamense Omar Torrijos, di J.F. Kennedy, Warren Harding, McKinley, Jonas Garfield, dell'africano Patrice Lumumba o di decine di tentativi per porre fine alla vita di Fidel Castro.

Queste famiglie, insieme ai gruppi che esercitano un innegabile potere, trafficano con armi di distruzione di massa o seminano morte e distruzione in tutto il mondo. Questi gruppi sono Carlyle, Bechtel, Lockheed Martin, Raytheon, General Dynamics, McDonnell Douglas, Boeing, Northrop Grumman.

domenica 4 settembre 2011

Supporter culturali della disinformazione criminale globale


Mi chiedo se il Sig. Zanotelli si fosse fermato a riflettere sul Perché i libici amino il Colonnello Ghedafi prima di invocare a febbraio con questa sua "sofferta" supplica alla Nato/Onu (che "formalmente combatte", quindi teoricamente insospettabile "sostenitore") che sembra rispondere a ben altri interessi spiegati in numerosi articoli di cui un egregio esempio ce lo offre Pepe Escobar. Forse che non erano ipotizzabili a febbraio? Il Sig.Zanotelli, tanto preoccupato del razzismo, non ha notato in questi 6 mesi gli eccidi a sangue freddo dei "neri" ad opera del Cnt (i cosiddetti ribelli oppressi dal Ghedafi)? Il Sig. Zanotelli insieme alle numerose sigle che occupano la galassia paci finta come mai non hanno aderito alla manifestazione del 30 agosto 2011 quando la vera natura della guerra in Libia erano ormai chiara (soprattutto a chi teoricamente si pensa sia attento alla "controinformazione" da bravo ribelle)?
Ribelle a parole, per costruirsi un'immagine ma occhio a "non disturbare" troppo il manovratore.Come mai questi pacifinti non hanno ritenuto degno di attenzione l' appello della coraggiosa, sincera ed onesta Marinella Correggia?
Tante sigle, ma prese da altre questioni evidentemente che eludono dalla voglia di pace, salvo che questo tema non serva per scopi elettorali.
 
Sarebbe opportuno che le numerose sigle della cosiddetta galassia pacifinta che si materializza "on demand" si documentassero e rispondessero alle osservazioni di Cloro al Clero, nonché alla lettera indirizzata ad Amnesty International qui di seguito.
Barbara
Supporter culturali della disinformazione criminale globale

Vi ricordate dell’anno scorso? quando tornati dalle vacanze e infilatici nel marasma dei social network, siamo stati tartassati con la storia di Sakineh? La donna iraniana condannata per uxoricidio sulla cui testa pendeva la pena di morte (per impiccagione) comminata dal tribunale iraniano…. All’epoca “amnesty international” dopo un dibattito in rete anche feroce, pubblico’ questo timido articolo, perchè era saltato fuori che anche gli USA, nello stesso periodo del tam tam sulla storia di Sakineh, avevano un’uxoricida da giustiziare…una donna che non era assurta in tempo agli onori dei social network: Theresa Lewis e che quando lo fu venne accostata all’iranana per la comunanza del reato e del destino.
Il risultato fu che Theresa Lewis venne giustiziata (per carità con un metodo “umano”: l’iniezione letale e non l’impiccagione)verso il 20 settembre 2010, nonostante i forti dubbi sulla di lei sanità mentale. Sakineh invece è viva tuttora e la sua storia fu decisamente sbugiardata dal cabarettista antisionista afro-francese Dieudonnè ‘Mbala mbala (come raccontammo qui).
Il caso Sakineh, si seppe chiaramente poi, fu costruito a tavolino da esperti di marketing guerrafondaio.

Il suo copywriter fu bernard henri-levy. Un “filosofo” che propugna idee reazionarie e malthusiane in una brodaglia di fumosi concetti che di filosofico non hanno nulla. Un dott. Stranamore ammalato di nostalgia per il fungo atomico. Il “muso ispiratore” dell’alcolista neonapoleonico Sarkozy che ha dichiarato guerra alla Libia, che minaccia attacchi preventivi all’Iran e la prosecuzione dell’infame conflitto coloniale in Siria.

Bernard Henri-Levy è abbreviato dai francesi in BHL. A chi ha un po’ studiato risulta incredibile che la tradizione dei pensatori illuministi d’oltralpe (Voltaire, Rousseau, Diderot, D’Alembert, Montesquieu) sia sporcata dall’attuale presenza

sabato 3 settembre 2011

Gli artigiani italiani

Gli artigiani italiani

"Sono un artigiano di 40 anni, lavoro 10/12 ore al giorno per potere mantenere dignitosamente la mia famiglia, moglie e due bimbi piccoli. Posso dire a testa alta che ho sempre pagato tutte le tasse, e per questo non mi sono mai arricchito. Non ho il SUV, non ho la casa al mare o in montagna, non ho la barca, non ho il camper, la mia vita è piuttosto "normale" la mia vita è la mia famiglia. Oggi, dopo che da oltre un anno ricevo parecchi insoluti (almeno il 70% del fatturato), dopo che ho sempre pagato tutto abbastanza puntuale, oggi la banca mi manda una comunicazione dove per "Modifica unilaterale del contratto" mi tolgono il piccolo fido che per ora mi serviva.
Dal 5 settembre, quindi, sarà bloccato il mio bancomat, la mia carta di credito ed il mio conto finchè non verserò i 15.000 euro del fido che mi era stato dato. E coloro che mi devono oltre 30.000 euro? Loro sono tutelati, non possono essere toccati da me, a meno che non mi rivolgo ad un avvocato o ad una agenzia di recupero crediti. Ed anche in questo caso ci vorrebbero mesi (e migliaia di euro) per recuperare qualcosa, ma io cosa do da mangiare ai miei figli per questi mesi? Gli insoluti al sugo? Le lettere dell'avvocato in brodo? Nessuna tutela, nessun diritto per un uomo che ha lavorato e lavora onestamente. E qui spuntano due soluzioni datomi da un "amico" del settore creditizio: o vai da un usuraio, o usi l'assicurazione vita, cioè ti fai prendere sotto da un camion o da un treno e sistemi la famiglia. Sapete che forse ha ragione? In effetti con la mia assicurazione vita estinguerei all'istante tutti i miei debiti, i miei creditori sarebbero felici e la mia famiglia prenderebbe abbastanza da non avere più problemi economici.
Io la mia vita per la mia famiglia la darei subito, e forse resta l'unica soluzione per saltarci fuori.
Firmato: un padre sull'orlo di un gesto folle per la famiglia."
Enrico

venerdì 2 settembre 2011

Libia: solo alcuni aggiornamenti sui mercenari della stampa occidentale e STRAGI "democratiche"

Splendido articolo di Fulvio Grimaldi, un vero giornalista!!!!!!
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Vedere le foto che sono prove schiaccianti, prove che né l'Onu né i nostri giornalisti "vedono"


Barbara

Dulce et decorum est pro patria mori  (detto latino)
Patria o muerte, venceremos!  (detto cubano)
El pueblo unido jamas serà vencido (detto umano)

Pregiudizio, nel senso che la codardia e depravazione dei giornalisti sono arrivati al sublime di farli convinti delle menzogne con cui pre-giudicano le parti in conflitto e con cui di conseguenza pregiudicano la capacità del pubblico di giudicare correttamente. Pregiudicano il pre-giudizio, il giudizio, il post-giudizio degli altri. Sono colpevoli di truffa, raggiro, inganno, estorsione. Fanno da palo a asasassini e ladri. Il “pre” gli viene direttamente in tasca con la busta paga. L’orgoglio è mio e di tutti noi che ci muoviamo nella luce dell’orgoglio con cui i soldati, volontari, popolo della Libia hanno resistito e continuano e continueranno a battersi contro i necrofori del mondo. Amnesty International e Human Rights Watch (George Soros), queste vivandiere dei lanzichenecchi, prima corredano il colpo di Stato e i pogrom di Bengasi con facezie su efferatezze gheddafiane, poi si sciacquano le fauci imbellettate di rosa-Ghandi pigolando, a evidenze emerse al bagliore della verità, qualche smentita. Che, come tutte, lascia il tempo che trova. Anche perché viene tosto liquefatta dal fosforo che questa corte dei miracoli umanitari lancia sulla Siria, dove si è arrivati  a trasformare un’aggressione mercenaria contro l’ultimo ostacolo alla desertificazione imperialista della regione, effettuata dagli stessi soggetti che operano in Libia (Nato-Sauditi-Israele-Fratelli Musulmani-Al QaidaCia), in rivoluzione per una democrazia che questi rivoluzionari non hanno idea di che cazzo sia, che non si sognano di volere e che, comunque, ha la stessa consistenza  delle affermazioni di Berlusconi, Obama e affini di tutta la “comunità internazionale”.

Ma Amnesty, non per questo accanimento guerrafondaio (chiede all’ONU, all’ONU!, di “intervenire”) tralascia alcun’altra occasione per turibolare i sacerdoti dell’Impero. Ultima: la denuncia di “stragi operate da aerei sudanesi su