sabato 3 marzo 2012

Notav, il diritto di cronaca scacciato

Non picchiamo l'informazione e neppure i giornalisti
Personalmente ritengo sia sbagliato picchiare un giornalista, per la semplice ragione che non penso le botte costituiscano il giusto mezzo da utilizzare, per insegnare a dire la verità e comportarsi con educazione ad un bambino e neppure ad un adulto.

Al di là della mia opinione personale, resta il fatto che negli ultimi giorni di concitata protesta in Val di Susa, qualche giornalista è stato suo malgrado coinvolto in colluttazioni fisiche che certo non desiderava, prontamente documentate dal circuito mainstream, con quella dovizia di particolari che avrebbero meritato anche i pestaggi dei manifestanti, troppo spesso figli di un dio minore ed in quanto tali lasciati soggiacere nell’oblio mediatico anche quando manganelli e lacrimogeni si abbattono selvaggiamente su di loro.
I pestaggi gratuiti sono qualcosa di profondamente sbagliato, ma la valenza di questo ragionamento resta immutata a prescindere dal fatto che per “pestare” si usino le mani o piuttosto la penna. Continua su Il Corrosivo

Ma dei colleghi giornalisti, minacciati di sequestro del materiale (min 10) come accaduto alla troupe di Servizio Pubblico, del collega del Fatto Quotidiano con l'operatore di La7 ai quali è stato risposto dalla polizia che il diritto di cronaca era stato "sospeso" (cosa di poco conto in un paese dove è stata sospesa la democrazia per l'avvento Monti) e di conseguenza cacciati in malo modo dalla polizia, degli altri giornalisti presenti insultati e spintonati dai "tutori" dell'ordine, non si sono interessati minimamente, né esprimendo loro solidarietà né reclamando con altrettanta veemenza il diritto di cronaca contro le "autorità" che lo stavano loro negando sedutastante.


Video da Servizio Pubblico, dalla puntata del 1 marzo (tutta la puntata qua):

4/15 Servizio Pubblico: "Un leader politico?" - Alberto Perino (Leader No Tav)


il Bersani fa l'offeso:


De Benedetti e gli scrupoli democratici....."Non si può imporre"...





martedì 28 febbraio 2012

l'Ue nata da costola Usa e sugli stipendi degli italiani

TUTTE LE STRADE PORTANO A “WASHINGTON” (ALTRO CHE MERKOZY)

Sicuramente, il dibattito sull’attuale stato in cui si versa l’Europa è basato principalmente sulle tematiche economiche che sembrano affliggerla: la crisi dell’euro, il ruolo della Bce, il commissariamento de facto di alcuni governi ecc. Per molti, però, queste altro non sono che le classiche tesi “economiciste”, che tralasciano, volontariamente o no, le reali questioni di potere che determinano gli assetti attuali dell’intera zona europea. Per arrivare a comprendere le reali questioni in essere è d’obbligo conoscere le reali motivazioni e gli interessi strategici che posero le basi dell’Europa unita alla fine della seconda guerra mondiale.

Genesi di un progetto a stelle e strisce

Documenti declassificati americani dimostrano come tra gli anni ’50 e ’60 l’intelligence e il governo americano spingessero per una rapida unificazione europea. Un memorandum datato 26 luglio 1950, redatto dal Gen. William Donovan - capo dell’OSS (organismo precursore della Cia) – prescriveva tutte le istruzioni necessarie atte alla creazione di un Parlamento europeo con pieni poteri. L’organizzazione con la quale Washington intendeva plasmare l’agenda europea era la “American Committee for a United Europe” (Acue), creata nel 1948, che vedeva nel suo board Donovan alla presidenze, Allen Dulles (direttore della Cia negli anni ’50) alla vicepresidenza ed altri membri dell’Oss – Cia in importanti ruoli dirigenziali. I documenti dimostrano, inoltre, che l’ACUE fu uno dei più grandi finanziatori del Movimento Federalista Europeo, una delle organizzazioni “europeiste” più importanti dell’immediato dopoguerra. I leader del Movimento Europeo erano Joseph Retinger, Robert Schuman e Paul Henri Spaak, i quali erano considerati perfettamente manovrabili dai loro sponsor americani. I finanziamenti all’ACUE provenivano in larga parte da due fondazioni private americane e precisamente la Ford e la Rockefeller Foundation. Il capo della Ford Foundation, l’ex ufficiale dell’Oss Paul Hoffman, divenne a sua volta, alla fine degli anni ’50, presidente dell’Acue. Anche il Dipartimento di Stato americano rivestì un ruolo importante in questi anni; infatti, in un documento dell’11 giugno 1965 della sezione europea si suggeriva al vicepresidente della Comunità Economica Europea (Cee), Robert Marjolin, di perseguire il progetto dell’unità monetaria furtivamente. Infine, nel documento si raccomandava di soffocare qualsiasi dibattito sulla questione fino a quando “l’adozione di tale proposta non fosse divenuta praticamente inevitabile”.

Tra intromissioni sostanziali e libertà formali

Certamente, la costruzione di un’Europa unita, almeno negli anni

900 macachi sacrificati per il Dio della Frode scientifica

Stanno arrivando in Italia dalla Cina 900 scimmie destinate alla sperimentazione

il Comitato Scientifico EQUIVITA, in seguito alla notizia delle 900 scimmie che stanno giungendo in Italia dalla Cina, destinate alla sperimentazione, ritiene che sia giunto il momento di dire:

ORA BASTA.

- Basta di far passare per valido un metodo di ricerca che non è MAI stato sottoposto al processo di verifica imposto ad ogni altro metodo (e che mai potrebbe superarlo).

- Basta di imporre all’Europa un metodo di ricerca biomedica ritenuto anti-scientifico, e dunque fuorviante, da un numero di scienziati sempre più esteso e nei centri della scienza più accreditati (vedansi articoli pubblicati su Science, British Medical Journal, Scientific American, Nature, ecc.ecc.), in quanto le risposte ottenute su di un animale non sono trasferibili alla specie umana.

- Basta di lasciare indisturbate le lobby che rendono l’Europa impermeabile al “cambiamento epocale” nella ricerca biomedica. Il cambiamento epocale, che porta all’abbandono dei test su animali, è stato lanciato e illustrato negli Stati Uniti già nel 2007 dal NRC (Consiglio Nazionale delle Ricerche) con il documento “Toxicity testing in the XXI century: a vision and a strategy”.

- Basta di impedire in Europa ciò che negli Stati Uniti avviene già da 5 anni nei centri statali per la ricerca tossicologica (EPA, FDA, USDA, NIEHS): la sostituzione dei dati derivati dal “modello animale” (inaffidabili per noi), con dati specifici per la specie umana, basati sullo studio di cellule e tessuti.

- Basta di fare in modo che gli interessi privati prevarichino su quelli della

lunedì 27 febbraio 2012

Che mondo è?

Che mondo è?
Marco Cedolin


Che mondo è quello in cui un ragazzo di 37 anni deve salire su un traliccio dell'alta tensione e sfracellarsi al suolo, per difendere il futuro della terra in cui vive, dalla mafia del cemento e del tondino che vuole farne scempio, per ingrassare bulimici patrimoni bancari?.....

Che mondo è quello in cui i lavoratori si ammazzano, perchè gia assassinati un momento prima dal mercato del lavoro, che mercifica la vita umana e fa scempio della dignità?.......


Che mondo è quello dove ti stanno togliendo tutto e se ti azzardi a protestare arrivano squadre di picchiatori legalizzati a bastonarti e gasarti perfino dentro le carrozze dei treni?

Che mondo è quello dove il cittadino giace addormentato dai pifferai delle

Una domenica di ordinaria follia

Assisto veramente con sgomento all'incitamento guerrafondaio indirizzato a "ripristinare i diritti umani" in Siria. Ieri, 26 febbraio, si è svolto un referendum in Siria per riformare la Costituzione ed aprire a quelle elezioni che il mondo occidentale considera somma espressione di democrazia, così  come pare domandasse l"opposizione siriana".
Stupisce che i media, già pronti ad accogliere con soddisfazione una eventuale no fly zone, abbiano colpevolmente dimenticato di documentare il referendum. Probabilmente il motivo di questa omissione è determinato dal fatto che gli stessi media sono ormai avvezzi a lodare  la "sospensione" della democrazia in Italia (come in Grecia), al solo scopo di accogliere il salvatore delle banche (pardon, del popolo italiano). 
Chissà come mai i media mainstreama non si domandano per quale ragione  la cosiddetta opposizione armata ha invitato i siriani a NON RECARSI ALLE URNE minacciando di far saltare i seggi. Come verrebbe presa la notizia nel brillante mondo occidentale se qualche gruppo minacciasse di fare la stessa cosa e come commenterebbero i media occidentali la dichiarazione dei "ribelli" per la democrazia, secondo i quali la stessa  non sarebbe compatibile con l'Islam (leggere articolo di Meyssan)?
Mentre in Afganistan si registra un aumento degli scontri e il popolo afgano giace stremato  dopo 10 anni di occupazione, di soprusi continui, stragi di civili ad opera dei droni, il tutto compiuto nella più totale impunità, si chiede agli autori di queste nefandezze di ripristinare "i diritti umani" mentre ancora la Libia si consuma dietro lotte tribali e non sanno più cosa sia la serenità e la pace.
L'Europa delle banche attende con ansia per il 28 febbraio la sua iniezione di liquidità, dopo averla spremuta dai greci, portoghesi, spagnoli, irlandesi ed italiani chiuderà il denaro nei suoi caveaut. In Italia Eurostat conferma che i nostri redditi lordi sono la metà di quelli tedeschi, perfino ai greci ed ai ciprioti al lordo è "riconosciuto" più che a noi, ma le nostre aziende continuano a delocalizzare, un motivo in più per accogliere con favore gli "investimenti stranieri" per favorire i quali il Venerabile Napolitano ha chiesto la rimozione di ogni ostacolo? Anche oggi, si registrano due suicidi, un imprenditore di 64 anni fiorentino ed un elettricista di Sanremo di 47

sabato 25 febbraio 2012

anche l'Ocse dispone i suoi ordini

Anche l'Ocse ripete i soliti ritornelli intorno ai quali il Parlamento italiano ormai sequestrato dai banchieri ufficialmente (lo era anche prima, solo in modo meno evidente) è chiamato a legiferare, leggere qui.
Non si tratta di altro se non delle solite ricette neoliberiste volte ad ingrassare quell'1% di "fortunati" a danno del restante 99% e che stanno uccidendo i greci, dopo aver devastato il Sud del Mondo. 
L'Ocse intima: ''Ridurre le barriere legislative alla concorrenza'', si tranquillizzino gli sciacalli, in attesa di fagocitare quel che rimane del patrimonio pubblico/privato italiano, poiché il Gran Maestro Venerabile Napolitano ha già tuonato, ordinando di rimuovere gli ostacoli agli investimenti stranieri.
Così li chiama il "Duce" dell'Alta Finanza e delle Banche, investimenti stranieri, dal momento che "svendita" sarebbe suonato poco raffinato, mentre alla plebe occorre ricordare che deve sacrificarsi anche se non arriva alla terza settimana del mese, in fondo se non ci arrivi sei solo uno "sfigato" e puoi sempre accodarti agli altri italiani che stanno emigrando.

Non contenta l'Ocse, sostiene che "il peggio è passato" ma la disoccupazione

Le tecno-balle degli euro-oppressori

Seguono quattro ottimi articoli, il primo da Libre  Idee, il secondo di  Eugenio Orso, il terzo di Sergio Cori Modigliani ed infine Alessio Mannino.
Buona lettura con l'auspicio di un immediato risveglio...
Barbara

Siamo in recessione, Draghi: scordatevi la pace del welfare

L’Europa scivola verso la recessione, e Mario Draghi è contento: vede «buoni segnali», beato lui. E’ impazzito? Tutt’altro: si limita a constatare che l’inaudito piano di sequestro della sovranità nazionale dei paesi europei a beneficio delle potentissime lobby finanziarie di Bruxelles procede a tappe forzate. Prima mossa: dare ossigeno alle banche ma non alle aziende, per indebolire l’Europa del Sud. Seconda: impedire agli Stati, attraverso il “Fiscal Compact”, di spendere a deficit per i propri cittadini, rilanciando l’occupazione. Obiettivo finale, testualmente: «Riforme strutturali per liberalizzare il settore dei beni e dei servizi e rendere il mercato del lavoro più flessibile». L’unica soluzione parrebbe dunque la privatizzazione dei beni comuni: quelli che gli italiani hanno tentato di difendere coi referendum del giugno scorso.
Il declassamento dello Stato, secondo l’uomo che la Germania ha voluto alla guida della Bce, darebbe più «equità» al sistema, aprendo spazi meno precari ai giovani attualmente privi di garanzie: per Draghi, la causa della disoccupazione non è la crisi mondiale della crescita, ma l’eccesso di tranquillità di chi invece il posto fisso ce l’ha (e se lo tiene stretto). Tutto da rifare: «Il modello sociale europeo è oggi superato», dice il super-banchiere di Francoforte. In una intervista al “Wall Street Journal”, l’ex dirigente strategico della Goldman Sachs getta alle ortiche oltre mezzo secolo di pax europea,Continua su Libre Idee

Le vittime predestinate, l’invidia e il massacro sociale

La Marcegaglia, rampolla di una famiglia di sfruttatori, corrotti e imbroglioni, più elegantemente definiti imprenditori, ha nuovamente insultato i lavoratori, sostenendo che il sindacato tutela assenteisti e ladri, e sottintendendo che dopo l’abolizione, o la neutralizzazione, dell’articolo 18 ci sarà mano libera per licenziare, per fare “piazza pulita” nelle aziende e creare altre centinaia di migliaia di disoccupati cronici.

Secondo Emma Marcegaglia, le multinazionali non verranno in Italia, regalandoci a piene mani investimenti e lavoro (è il loro scopo!), «finché non si è in grado di licenziare un fannullone».
Questo è ciò che vuole la vampira di Viale dell’Astronomia, perché le vittime designate per il massacro devono preventivamente essere criminalizzate, onde giustificare il massacro che è in arrivo e farne cadere la

venerdì 24 febbraio 2012

“Rifondaioli”: guerrafondai e radical-chic contro Damasco

“Rifondaioli”: guerrafondai e radical-chic contro Damasco

“Paolo Ferrero farebbe bene a stare zitto, anziché gridare ‘Solidarietà al popolo siriano’, che ha bisogno di tutto fuorché della sua solidarietà”

Ouday Ramadan

Riportiamo la replica di Ouday Ramadan, siriano di nascita e italiano di adozione, al segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che più volte si è espresso in favore dei cosiddetti “ribelli siriani” e contro il governo di Damasco.
Chi ha bisogno di un sostegno siete proprio voi, Rifondazione, anche prima dell’attuale segretario, era nota per le posizioni a favore dei capitalisti, sin dai tempi dell’Agnelli travestito da operaio di nome Bertinotti. Nel 1998 i rifondaioli hanno votato a favore della legge 431, abolendo l’equo canone e favorendo solo i proprietari di case, a danno degli inquilini, e facendo lievitare il mercato degli affitti. In barba alle “categorie socialmente deboli” - come le chiamate - sostituendo l’appellativo “sfruttati”. Nel 2003, il radical chic di nome Bertinotti, in occasione della liberazione delle due filantrope di nome Simona (le due simone, come vennero definite), con incredibile sfacciataggine chiamò la resistenza irachena “veri terroristi”; l’attuale segretario, di nome Paolo Ferrero, ha urlato slogan per tutta la stagione, ribadendo la propria contrarietà e quella del proprio partito all’ampliamento della base americana di Vicenza. Addirittura si vociferava la chiusura della suddetta base. Con un esito sbalorditivo: che la suddetta base è stata ampliata. E Ferrero? Invece di uscire da quel vergognoso governo, lo appoggiò, insieme al cavaliere templare di nome Mastella. Insomma, i giocatori delle tre carte non avrebbero potuto fare di meglio.
Sempre lo stesso segretario quando era ministro del governo della Repubblica varò la proroga per gli sfratti, imponendo dei limiti che neanche Berlusconi si sarebbe sognato di fare. Evito di entrare nei particolari per risparmiare un linguaggio tecnico e noioso a coloro che leggono.
Lenin diceva “che fare?” In effetti, che fare quando ci troviamo di fronte a segretari di partito, con la pretesa di rifondare il comunismo ma totalmente ignari della realtà che li circonda? Come fa un comunista a cambiare la realtà se non la conosce? La realtà recita che nella Grande Jamairia esisteva uno stato socialista, forse anche dei peggiori, ma dove i suoi cittadini avevano gratuitamente l’abitazione, l’istruzione, la sanità, l’acqua potabile, l’energia elettrica, l’autovettura. Nel mondo virtuale si alza un sedicente segretario di partito, che apparentemente lotta all’interno del proprio Paese, l’Italia, per ottenere una briciola di quello che già esisteva in Libia da quarant’anni, rendendosi partecipe, per non dire complice, dei bombardamenti dei “proletari” della Nato sulla popolazione civile. Rendendosi complice di una “rivoluzione” bellicosamente condotta in cielo dai piloti proletari della Nato e in terra dai compagni delle tribù

La Libia in mano ai tagliagole "umanitari" della Nato

Mentre oggi il governo golpista conferma le guerre per conto Nato portate avanti con i nostri soldi, nel silenzio più totale dei pacifinti, dalla Libia giungono notizie di bagni di sangue continui, ma che non suscitano la ben che minima reazione da parte di coloro che si sono autoeletti quali depositari dei valori della dignità umana, sempre troppo impegnati a chiedere le bombe per il "bene dei siriani", nonché a criminalizzare il despota di turno come imposto dalle direttive del Pentagono.
Si susseguono le esecuzioni sommarie, torture, stupri e violenze di ogni tipo.
Quel che è peggio è che sono reali, a differenza di quelle di fantasia attribuite ai lealisti di Ghedafi. Ma nonostante ciò non si odono strilli, non si leva alcun coro di indignazione, non vengono scritte lettere accorate all'Onu (vedi Zanotelli) per "chiedere la fine delle violenze".
Questi figuri, sempre voltati dall'altra parte quando guardare non sarebbe politicamente corretto, sono gli eroi dei dirittoumanisti.
I "ribelli" contro il dittatore furono ben "analizzati" da giornalisti non asserviti come Meyssan o Fulvio Grimaldi (solo per fare un esempio ma ve ne sono altri), che non scrivono per i giornali che aspirano ad assicurarsi i contributi statali e possono permettersi di dire la verità.Chi, nella censura mediatica mainstream osava narrare una situazione opposta alla "versione ufficiale" è stato accusato  di essere complice del dittatore, come successo a Lizzie Phelan che ribadisce ancora a settembre come i "rivoltosi" per la democrazia e dei diritti umani avessero carta bianca per commettere ogni sorta di abuso e violenza.Nessuno ebbe nulla da dire, Onu in testa, dal momento che non era consentito "sporcare" la primavera araba che agiva per spodestare coloro che venivano marchiati in qualità di "massacratori di popoli".
Come mai si gioisce per la sentenza che condanna l'Italia a causa dei respingimenti dei libici in fuga dalla guerra (dagli umanisti auspicata), mentre gli stessi entusiasti non hanno nulla da eccepire sui numerosi casi di pulizia etnica contro i neri né tantomeno chiedono che la Nato sia condannata per aver lasciato morire quegli stessi civili che stava

giovedì 23 febbraio 2012

Siria e Iran: l'escalation

Segue carrellata di articoli molto importanti e "anteprima".
Barbara

La guerra economica con l'Iran di Alessandro Iacuelli - 21/02/2012 su Altrenotizie

L'articolo di Iacuelli analizza con dovizia di particolari la questione del nucleare iraniano visto come minaccia e ne smonta la tesi "accusatoria" pretestuosa per scatenare la guerra contro un paese pacifico, merita tutto questo articolo e deve essere diffuso il più possibile, sopratttutto tra certa stampa e "società civile" che con arroganza si autodefinisce pacifista ma ripropone le veline care alla Nato.Estratto:
"Già agli inizi di gennaio Fereydoun Abbasi Davani, capo dell'Organizzazione per l'Energia Atomica Iraniana, aveva detto al quotidiano iraniano Kayahan: "Un sito sotterraneo per l'arricchimento di uranio sarà operativo per gli inizi di febbraio”. Il funzionario aveva poi precisato: “Fordow produrrà uranio arricchito al 20%, 3,5% e 4%. Siamo ormai pronti ad esportare ad altri paesi i servizi legati all’energia nucleare; possiamo produrre acqua pesante".

In realtà quest’uranio arricchito non può essere usato tecnicamente per la produzione di armi nucleari, come sostiene un po' tutto il mondo occidentale, USA in testa. Fisicamente, il processo di arricchimento per costruire una bomba atomica arriva fino al 90%. L’uranio presente nelle armi nucleari abitualmente contiene circa l’85% o più dell'isotopo 235, ed è noto come uranio "a gradazione per le armi". 

Riguardo agli attentati citati nell'articolo di cui sopra è necessario leggere l'articolo dedicato, Attentati: la mano del Mossad? di Michele Paris sempre su Altre Notizie che ben illustra a chi "servono" questi falliti attentati:

"Nonostante i falliti attentati non abbiano causato vittime e nessuna autorità di India, Georgia o Thailandia abbia accennato al coinvolgimento del governo di Teheran, Israele ha immediatamente accusato l’Iran di condurre una campagna terroristica. Parlando mercoledì alla Knesset (Parlamento), il premier Netanyahu ha affermato che “le attività terroristiche dell’Iran sono state esposte” e che Teheran “sta minacciando la stabilità del pianeta mettendo in pericolo le vite di diplomatici innocenti”. Per questo, “tutti i paesi devono tracciare una linea rossa e condannare gli atti terroristici iraniani”.

Autodifesa proattiva, l'ultimo espediente "giuridico" per far guerra all'Iran di Massimo Ragnedda su Megachip...
Estratto:
"Prima della guerra vera e propria è necessario dar vita, come la storia insegna, ad una feroce campagna mediatica di odio contro il nemico. Solo

mercoledì 22 febbraio 2012

Grecia: sentenza di morte

In occasione della diretta da Atene con amici greci organizzata dal Movimento per il Bene Comune, inserisco questi importanti articoli concernenti le ultime tragiche novità che possono fornire uno spunto per eventuali domande da indirizzare alla mail presidente@perilbenecomune.net che potranno essere rivolte agli interlocutori in diretta.
Il memorandum di intesa trasforma la Grecia in un far west per speculatori ed usurai...inoltre queste dichiarazioni della Lagarde (riportate nell'art sotto) sono agghiaccianti ed inaccettabili in uno stato di diritto:
Tuttavia, gli sforzi che Atene deve fare sono ancora tanti. La manovra di austerity da 3,2 miliardi di euro siglata la settimana scorsa è solo l’ultimo passaggio di un percorso che durerà fino al 2020. "

La Grecia con l'austerity fino al 2020? Una sentenza di morte come scrive Counterpunch.
Barbara


Supercommissariamento per la Grecia, l’Europa non vuole rischiare
Fabrizio Goria

Siamo alla vigilia dell’Eurogruppo, la riunione dei ministri delle Finanze europei, che dovrebbe deliberare la seconda tranche di aiuti alla Grecia. Non mancano i punti controversi. Il primo è quello di un conto esterno, gestito da terzi, dove dovrebbero rientrare parte delle entrate derivanti dalle imposte elleniche. Un secondo conto dovrebbe ricevere i fondi, con l’obiettivo di creare un trust per garantire un pieno utilizzo strategico dei 130 miliardi di euro. Sul tavolo rimane anche la trattativa sull’haircut, cioè una svalutazione sul valore nominale dei bond in portafoglio dei privati, che potrebbe salire al 75 per cento.

Tutti lo pensano, nessuno lo dice. All’interno del Palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, dove si sta svolgendo l’Eurogruppo, la riunione dei ministri

martedì 21 febbraio 2012

Siria: altre bugie ed altre "carte" da giocare per la guerra

Le balle sulla rivolta contro Bashar Al Assad in Siria (come a suo tempo in Libia contro Ghedafi) si susseguono a ritmo forsennato, con tanto eco mediatico come fosse stato indetto un concorso a premi per chi la spara più grossa.
Per giustificare la "solidarietà al popolo siriano" ossia un "trattamento libico", costoro si rifugiano dietro le più astruse scuse, Al Assad sarebbe un servo degli Usa forse tentanto di giustificare così il sostegno di Al Qaida per la "lotta armata" contro il legittimo presidente siriano. Beh allora mi piacerebbe che spiegassero giusto tre questioni:

- se Bashar Al Assad fosse tanto un "pupazzo" nelle mani di Washington non si spiega come mai gli Usa vogliano intervenire per un "regime change", come mai in Siria si trovi una base militare russa e appunto come mai Russia e Cina pongano il veto sorbendosi poi "rimproveri disinteressati" dalla bombarola Clinton e i vari Alain Juppé

- come mai gli stessi servizi americani ammettono che Al Qaida combatte "per la libertà dei siriani" (come vuole l'agenda del Pentagono).Riporto dall'eccellente sito Gil Guy Sparks (articolo linkato sopra):
"Gli attentati a Damasco e ad Aleppo da dicembre “avevano tutte le caratteristiche di un attacco in stile al-Qaeda,” James Clapper, direttore della National Intelligence, ha detto alla Commissione del Senato dei Servizi segreti militari.
E così crediamo che al-Qaeda [presente] in Iraq, stia estendendo la sua portata in Siria“, ha detto.

I suoi commenti hanno confermato i rapporti nei quali i funzionari americani sospettavano la mano di al-Qaeda dietro gli attentati e fa seguito un recente messaggio video dal leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, in cui si approva la rivolta contro il regime di Assad."

- come mai in vista di un referendum per introdurre le elezioni questi "combattenti per la democrazia" rispondono ancora con sabotaggi, attentati, uccisioni e terrorismo.

Intanto i dirittoumanisti bombaroli giocano la carta dei "corridoi umanitari" sui quali rimando all'ottimo articolo dai Lupi di Einstein, Corridoi umanitari in Siria: la via d'uscita dalla crisi o la via di entrata per gli invasori?


Consiglio la lettura di questa bellissima testimonianza che illustra una Siria come culla della tolleranza interreligiosa, forse è questo l'aspetto che più detestano gli imperialisti:

“Ogni essere al mondo ha due case: Una è la propria, l’altra si chiama Siria”

“Il presidente siriano Bashar al Assad fu celebrato in passato dai capi di Stato europei come un leader illuminato, e la sua consorte descritta

lunedì 20 febbraio 2012

Libia: un anno di "democrazia esportata"


Vorrei sentire i paladini/pacifinti che si identificano nella "nuova Libia", pronunciarsi in merito ai rapporti delle Ong Amnesty e Medici senza Frontiere che documentano le violazioni dei diritti umani, unitamente ad omicidi, stupri, torture e pulizie etniche sistematiche.
Non ho visto nessun presidio contro l'amasciata libica, così come nessuna manifestazione della Cgil, finalizzati a stigmatizzare queste atrocità.
Strano, le voci mai verificate sui raid del raiss contro la popolazione smentite dai radar russi, le balle sulle fosse comuni e via mentendo sono state prese come oro colato per invocare la santa Nato e l'Impero affinché provvedessero a ripristinare la "democrazia" in Libia.
Così come strani sono gli antagonisti di oggi che sembrano impiegati del Ministero della Guerra per usare il termine orwelliano.
I detentori della supremazia morale applicano un "doppiopesismo"?
Sicuramente hanno taciuto per non dire insabbiato la vera natura dei "portatori di democrazia e libertà" che con tanto amore hanno sostenuto. Ho letto pochissimi riferimenti alle armi provenienti dal Qatar, così come nessun riferimento alla presenza di "boots on the ground" stranieri utilizzati per coordinare i "pacifici rivoltosi martiri di Ghedafi".
Solo a guerra conclusa i soggetti di cui sopra hanno bofonchiato qualcosa a questo proposito, mentre su Internet fin dall'inizio della crisi si documentava la loro natura, ben prima che piovessero i democratici missili Tomahawk dalle portaerei americane.
Da quando hanno assassinato Ghedafi la stampa che lo metteva sotto accusa per aver maltrattato i migranti subsahariani (accuse mai provate) non hanno dedicato una riga, se non sommaria all'eccidio sistematico dei neri subsahariani.
Un'indegna opera di strumentalizzazione che induce a domandarsi dove sia finito il loro (falso?) interesse per i "migranti".

Gli autoeletti "detentori della supremazia morale" ora accusano la Nato di essere razzista e voler negare ai siriani lo stesso trattamento "democratico" riservato ai libici, perché la Siria non ha il petrolio e allora si nega ai siriani la "liberazione".Insomma, devono ritenere di poco conto le armi pesanti di cui i "ribelli siriani" sono stati forniti, sempre dalla generosa petrolmonarchia del Qatar.
Da un recentissimo articolo un aggiornamento per i guerrafondai/pacifisti:
Rivelato doppio gioco NATO in Libia sotto la copertura delle Nazioni Unite

Stuprata ed uccisa la giornalista lealista Hala Misrati. Alcuni giornali riporta "morta in carcere" come se si trattasse di fatalità ai nostri pennivendoli del mainstream servi dei regimi occidentali "incidenti" (così li chiamano loro) non capiteranno mai, fedelissimi come sono ai poteri forti e all'impero.

Su Libyan Free Press ci sono più informazioni riguardo alla giornalista Hala Misrati.

Aspetto che il Manifesto ed altra stampa detta pacifista ed attivista per i diritti umani commenti sul senso della democrazia dei loro ribelli-eroi che bellamente hanno sponsorizzato ed ammirato fin dall'inizio della loro comparsa, armati fino ai denti dall'Occidente.

Barbara

Libia Anno Uno: chi balla e chi spara

domenica 19 febbraio 2012

Ue Ora gli assassini stanno esagerando

Come dimostra la Grecia, spinta sull’orlo del baratro dagli usurai che controllano l’Unione Europea, la BCE e il FMI, come dimostra l’Italia, in cui un governo fantoccio vuole azzerare rapidamente le conquiste del lavoro anche senza un’intesa con le pur condiscendenti “parti sociali”, come dimostra l’”interesse” per il Portogallo, da ridurre assieme all’Italia nelle stesse condizioni della Grecia, gli Assassini, forti del fatto che non ci sono estese rivolte popolari e minacce reali al loro potere, stanno superando sé stessi, ed ora stanno esagerando.

Mai come oggi hanno giocato allo scoperto, senza neppure il bisogno di fingere astutamente, di nascondere e di temperare le loro azioni criminali, rivolte contro i popoli europei.

Altri 325 milioni di euro imposti alla Grecia come “risparmio”, attraverso il taglio delle pensioni e degli assegni alle famiglie con almeno quattro figli, non sono sopportabili.

Il fatto è che la Grecia non serve più all’élite di speculatori e cravattari che manovrano i vari Monti, Merkel, Schauble, e quindi può fallire dopo il massacro, senza che in ciò vi sia traccia, non dico di “fratellanza” fra i popoli europei, che non c’è mai stata, o di un progetto europeo comune, che è soltanto un’atroce presa in giro, ma di un fondo residuale di umanità.

Però gli Assassini (la classe globale) e i loro squallidi, vili servi (Merkel, Schauble, Monti, Napolitano, Draghi, eccetera) sanno di poter continuare imperterriti, ed anzi, di poter accelerare il massacro, perché non c’è sufficiente reazione popolare, non vi è ancora sufficiente violenza per le strade, i loro palazzi sono integri e non preda degli incendi, ma

Dieci miti sul Capitalismo e 8 ipotesi sul Nuovo Mondo

Due "splendidi" (nel senso di "raccapriccianti") articoli per le verità che svelano, tra le quali la nostra stessa complicità nel renderci sudditi fin nella profondità del nostro animo.

 

Barbara

Dieci Miti sul Capitalismo

Il capitalismo nella sua versione neoliberista si è ormai esaurito . Gli squali della finanza non vogliono perdere i profitti e spostano il peso principale del debito verso i pensionati e i poveri. Un fantasma della ‘”Primavera d’Europa” si aggira per il Vecchio Mondo e gli oppositori del capitalismo spiegano alla gente come le loro vite stanno venendo distrutte.

Si dice che ogni nazione ha il governo che si merita. Questo non è del tutto vero. Le persone possono venire ingannate dalla aggressiva propaganda che plasma gli schemi mentali e sono quindi facilmente manipolabili. Le bugie e le manipolazioni sono una contemporanea arma di distruzione di massa e di oppressione dei popoli.

Sono efficaci tanto quanto i tradizionali mezzi di guerra. In molti casi, si completano a vicenda. Entrambi i metodi vengono utilizzati per ottenere la vittoria nelle elezioni e distruggere i paesi indisciplinati.

Ci sono molti modi per gestire l’opinione pubblica in cui l’ideologia del capitalismo è stata portata al livello di miti. E’ una combinazione di false verità che vengono ripetute un milione di volte, nel corso delle generazioni, e quindi, per molti, diventano indiscutibili.

Sono state progettate per rappresentare il capitalismo come credibile e mobilitare il sostegno e la fiducia delle masse. Questi miti vengono veicolati e promossi mediante i strumenti dei media, istituzioni educative, tradizioni familiari, le dottrine della chiesa, ecc. Ecco i più comuni di questi miti.


  • 1. Sotto il capitalismo, chi lavora duro può diventare ricco

Il sistema capitalista fornirà automaticamente la ricchezza agli individui che lavorano sodo. I lavoratori inconsciamente formano una speranza illusoria, ma se non va bene, potranno incolpare per questo fallimento solamente se stessi.

In realtà, sotto il capitalismo, la probabilità di successo, indipendentemente da quanto si può avere lavorato, è la stessa di vincere ad una lotteria. La ricchezza, con rare eccezioni, non viene creata dal duro lavoro, ma è il risultato di frodi e mancanza di rimorsi da parte di coloro che hanno maggiore influenza e potere. E’ un mito che il successo sia il risultato di duro lavoro e, in combinazione con fortuna e una buona dose di fede, dipenda dalla capacità di impegnarsi in attività imprenditoriali e dal livello di competitività. Questo mito crea i seguaci del sistema che lo sostengono. La religione, in particolare quella Protestante, opera anche per sostenere questo mito.

  • 2. Il capitalismo crea ricchezza e prosperità per tutti

Questo mito è destinato a far credere che la ricchezza, accumulata nelle mani di una minoranza, prima o poi verrà ridistribuita fra tutti. L’obiettivo è quello di consentire al