venerdì 7 marzo 2014

Non siamo già abbastanza in trance? Tutti sotto ipnosi e manovrati. Gli scienziati si lamentano della mancanza di fondi, ah naturalmente questo tipo di ricerca è utile come tutte per "salvare vite" o migliorare il tenore di vita di chi è affetto da qualche disabilità. Certo, come no. Di tante invenzioni a supporto dei disabili se ne vedono poche in giro. Quanto costano? Non sono roba per tutti, però arti bionici e simili sono studiati e disponibili da anni. Così come anche tante cure per il cancro ad esempio come la DI Bella, o altre cure importanti come la Stamina come mai sono BOICOTTATE?
Qual'è il metodo? Quando una cura funziona, poiché porta via clienti a Big Pharma, va ostacolata? Ad ogni modo, anche sull'ipnosi sono anni che si conducono studi, fino anche ad usare bambini come cavie, leggasi Trans-formation of America di Cathy O'Brien per comprendere la manipolazione mentale tramite Mk-Ultra. Basta chiedere anche ai due o tre istituti Tavistock presenti in Italia.
Perché ora, la scienza dovrebbe comportarsi diversamente? E' considerata male l'ipnosi, mannaggia, anche gli Ogm dovevano sfamare il mondo e la chemio guarire dal cancro.
Barbara

ricerca italiana svela quanto sei “ipnotizzabile”

Pisa, 6 mar – Un tempo era considerata una pratica “magica”, ma da tempo è diventata una vera e propria disciplina medica, con applicazioni terapeutiche che spaziano dalla terapia del dolore acuto agli stati di insonnia, o anche come supporto alle anestesie in sala operatoria. L’ipnosi è erroneamente considerata come una forma di coercizione mentale, in realtà è un’alterazione dello stato di coscienza che coinvolge i circuiti dell’attenzione e i centri cerebrali responsabili della percezione del dolore.

Ma quanto una persona è ipnotizzabile? Da diversi studi sono state avanzate diverse ipotesi, tra cui considerare l’ipnotizzabilità come un segno di debolezza, salvo poi dimostrare che i più ipnotizzabili sono i soggetti dotati di maggior flessibilità cognitiva, o che la risposta alle suggestioni fosse dovuta a variazioni genetiche relative all’efficacia di degradazione della dopamina cerebrale. Ora una serie di studi fatti nel Dipartimento di Ricerca Traslazionale dell’Università di Pisa dai ricercatori Enrica Santarcangelo e Silvano Presciuttini, ha confermato l’esatto opposto, ovvero che “in un campione di 100 individui non si trova correlazione tra alta capacità di risposta alle suggestioni e presenza della variazione genetica considerata responsabile dell’ipnotizzabilità”. Continuano i ricercatori, con un articolo pubblicato su ‘Frontiers in Human Neuroscience‘, “per noi è importante capire se i soggetti ad alta o bassa ipnotizzabilità differiscono in funzioni e comportamenti della vita quotidiana. I nostri studi dimostrano che la suscettibilità all’ipnosi è associata a differenze nell’elaborazione delle informazioni sensoriali, il controllo della postura, l’andatura, l’attività cardiaca, le risposte allo stress e al dolore”.

Le ricadute possono essere importanti, ad esempio nel mettere a punto terapie neuro-riabilitative personalizzate a seconda del grado di ipnotizzabilità, di controllare il dolore con l’attività cognitiva e affinare la prognosi cardio-vascolare. Ma come spesso accade nel nostro paese, sempre secondo i ricercatori, “la scarsità di risorse ci penalizza. Chi finanzierebbe uno studio che permetterebbe di avere terapie senza farmaci?”

Una nazione che voglia fare avanguardia nel campo, ad esempio.

Gaetano Saraniti
07 Mar 2014

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